domenica 28 giugno 2009
Sfoghi notturni
Una abitudine consolidatasi negli anni... migiaia di pagine a testimonianza dei momenti più importanti della mia vita, che scandiscono il passare del tempo ed i cambiamenti che la mia vita ed io stessa ho subito.
Ma gli anni passano, ed anche la voglia di condividere ed analizzare certe emozioni col tempo svanisce, portata via dalla consapevolezza che certe cose non interessano più neanche a me stessa ormai.
Qualcuno una volta disse che fino a 18 anni tutti scrivono poesie, dopo a farlo restano solo due categorie di persone: i poeti e gli stupidi. Credo che quel qualcuno avesse proprio ragione.
Eppure esiste anche una terza categoria di persone secondo me, quella dei nottambuli.
La notte possiede una misteriosa magia.
La notte, quando ci mettiamo a letto, al sicuro tra le nostre coperte, tutto cambia improvvisamente forma e colore. Tutto ci sembra magicamente possibile. I pensieri sgorgano a fiumi, ogni conversazione lasciata in sospeso trova magicamente un senso ed un compimento; ogni limite può traspormarsi in una opportunità; ogni viaggio diventa possibile.
Che magia... quando i sensi si potenziano al punto da riuscire a dare un senso al più illogico dei ragionamente, alla più incomprensibile delle azioni.
Ed è quelo il momento migliore per prendere in mano un foglio di carta ed iniziare a scrivere, scrivere, scrivere.....
Dare un senso a ciò che ci circonda. Ecco cosa è per me scrivere. Ed allora mi consolo, seza avere la presunzione di chiamarmi scrittrice, ma senza neanche per queso sentirmi una stuida nel farlo. Io provo a dare il mio senso al mondo.
E questa notte, quando non riuscivo a dormire perchè il mio letto era diventato improvvisamente troppo piccolo per dare ospitalià a tutti i miei pensieri, mi è bastato accendere il mio computer ed iniziare a scrivere, senza sapere neppure cosa, qualcosa che solo alla fine ha preso la sua forma.. per sentirmi subito meglio.. è la terapia della parola.
Forse non funziona contutti, ma con me per fortuna si...
Valeris.. e le sue divagazioni notturne
mercoledì 24 giugno 2009
STRANGERS
Ascoltare qualcuno che parla di posti lontani, di mondi mai conosciuti, che non avresti mai neanche pensato di poter conoscere... E mentre ascolti parole sussegursi come veloci pennellate che danno forma e colore ad uno splendido quadro, capisci di quanto ti stai perdendo, di quanto c'è fuori, lontano; quante esperienze, quante culture, quanti posti, quanti mondi.
Cominci a sentirti prigioniera di te stessa, cominci a chiederti se la tua vita è davvero mai cominciata. Forse hai sbagliato tutto, forse no, quello che conta adesso è solo la voglia di partire verso qalcosa di nuovo. Qualcosa che sia mio. La paura improvvisamente è svanita, magari semplicemente perchè ho capito che è possibile, magari semplicemente perchè finalmente capisco a fondo le sensazioni che spingono la gente a partire snza troppi perchè. Respirare e andare.
Ogni singola cellula del mio corpo in questo momento mi dice che tutto quello che sto facendo è sbagliato, ma che non è troppo tardi.
Finalmente ho un nuovo obiettivo, reale, che voglio raggiungere davvero. Che sia finalmente tornata la grinta di un tempo, quella che mi spingeva a fare presto e a fare bene? Quella della vecchia Valeria che non si trastulla nelle cavolate ma che si getta anima e corpo per fare centro?
Lo spero con tutto il cuore. Perchè ogni singola cellula del mio corpo adesso vuole partire, e sente che quella è la strada giusta per lei. Ma per farlo devo prima chiudere il capitolo università.
Cominciamo subito allora, perchè adesso mi sento forte di quella forza che fa spaccare il mondo.
Valeris..
(Grazie ospite forestiero per aver aperto una nuova porta nella mia tesa.)
venerdì 5 giugno 2009
Genio e follia
(...forse.)
Valeris.. con un amico in più
lunedì 11 maggio 2009
Con le guste motivazioni..
Non è semplicemente una fase ma al contrario è una costante, perchè accompagna ogni fase della vita.
La metamorfosi richiede coraggio e determinazione e un pizzico di follia. Perchè non è semplice decidere di abbandonare il vecchio, il conosciuto, il sicuro per una incognita. La saggezza popolare della mia terra mi ha lasciato in eredità il detto che chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova.
Eppure, ognuno con le sue proprie diverse motivazioni, tutti nella vita prima o poi decidiamo di cambiare.
C'è chi lo fa più spesso di altri, magari per incoscienza o forse semplicemente perchè crede di più in se stesso. Per quel che mi riguarda non so quale sia tra le due, quel che so che è la metamorfosi è diventata il life motive della mia vita. Le ho persino dedicato questo blog.
Cambiare mi fa sentire speciale; rimettermi in gioco mi da la possibilità di ottenere sempre nuove conferme sulle mie potenzialità, ricominciare da capo mi fa sentire forte, e il raggiungere un risultato superiore rispetto a quello che mi ero prefissata mi fa senitre quasi invincibile. Dimostrare sempre di poter essere la migliore. Qualunque cosa io faccia. E' una scarica di adrenalina che non ha eguali per me.
Nella consapevolezza che cambiare tutto non è una soddisfazione che ci si può togliere per sempre nella vita, approfitto delle possibilità che solo la mia giovane età può offrire, concedendomi il lusso di credere che il mondo possa ancora essere nelle mie mani quando voglio.
Valeris.. ancora e sempre on metamorfosis
giovedì 23 aprile 2009
Desideri taciuti
mercoledì 8 aprile 2009
Troppo da vicino stavolta
Parlare di tragedia, di soliarietà e di fatalismo appare ipocrita oggi (ma voi che ne sapete?).
Oggi che la terra trema così da vicino; oggi che le notizie non le vieni a sapere dalla televisione come tutti, ma che sei in linea telefonica diretta con chi la tragedia la sta vivendo sulla sua pelle; oggi che è tua sorella, e quindi tu, ad essere svegliata nel cuore della notte perchè tutto ha improvvisamente deciso di cambiare.
Il cuore si spezza. E va ricostruto anche lui insieme a tutto il resto.. con pazienza e coraggio e determinazione.
La terra ha tremato troppo da vicino questa volta. Non come al solito quando la tv ti racconta di storie di vita, di esistenze spezzate e di realtà cambiate per sempre, ma lontano. Non come quando resti attonito daventi allo schermo, ma poi lo spegni vai in piazza fai un commento, poi ridi e tutto per te resta uguale.
Oggi ti arrabbi perchè è la tua seconda famiglia che soffre.
Troppo vicino questa volta. Anche quando spegni la tv il senso di vuoto ti resta dentro.
Allora butti giù le lacrime perchè non è il momento. Oggi è il momento di ringraziare il cielo che stiano tutti bene, perchè le case e i negozi si ricostruiscono.
Non è il momento. Oggi è il momento di stringersi intorno a chi ami con un abbraccio.
Stanno tutti bene grazie a dio, e oggi, è solo quello che conta.
La conosco bene quella tempra di cui tutti parlano, la vedo accanto a me adesso, in una persona forte, che non si abbatte e che anzi non vede l'ora di poter scendere in prima linea per smettere finlmente di parlare e per iniziare a lavorare.
E allora speriamo in aiuti concreti, mirati e tempestivi stavolta. E speriamo in persone che sappiano sfruttarli bene indirizzandoli dove c'è davvero bisogno.
Perchè, stavolta, quesi posti, sono posti cari. Cari davvero.
Valeris.. che ama troppo forte chi ha il cuore spezzato
martedì 10 marzo 2009
da Zero a Cento in 3,5 secodi
Spesso ci vuole davvero poco per passare da uno stato di totale rilasamento e relax al suo esatto opposto.Ci sono situazioni in cui anche la persona più buona del mondo dovrebbe perdere la testa. Sono quelle situazioni in cui senti il sangue salirti alla testa, la pelle bruciarti, il cervello annebbiarsi e gli occhi mutarsi in pietre ferme dure, irremovibili.
Se mai dovesse capitarvi di imbattervi in una persona che presenta questa sintomaticità, bè, consigio personale, statele alla larga.
Era la prima volta che mi trovavo a fare i conti con un così feroce senso di rabbia.
Il mio sguardo era focalizzato sul quotidiano, i miei pensieri totalmente assorbiti dalla lettura, quando ad un certo punto sento qualcuno intorno a me questionare. Alzo lo sguardo con aria totalmente disinteressata.
Ero in corriera, era salito il controllore e polemizzava con un ragazzo extacomunitario.
Penso, mi faccio i fatti miei, e torno ad abbassare lo sguardo.
Ma non posso fare a meno di sentire queste parole:" Come al solito voi non capite un cazzo! Io non ho tempo da perdere dietro voi delinquenti". Ed il ragazzo in tutta risposta :" io chiedo scusa, signore dato me biglietto sbagliato. io non capiva. io paga no è problema!". E ancora il diverbio proseguiva: "A me non interessa. Qui c'è la caserma dei carabinieri. Magari riesco a rimandarne a casa almeno uno". "per me no è problema. tu può chiamare. perchè fa così." Perchè sono stanco di vedervi sempre in mezzo ai pedi. Solo problemi con voi. Sempre."
Eccetera eccetera eccetera.....
Il mio sguardo da disinteressato lentamente si faceva di fuoco, a mala pena riuscivo a contenere una lava di vomito che mi pulsava dentro con una prepotenza difficilmente descrivibile a parole. Mi guardo intono in cerca di solidarietà, qualcun altro starà facendo i conti col proprio buon senso e si starà rendendo conto della intollerabile ingiustizia che sta avendo luogo. Niente. Tutti indifferenti. Qulcuno si guardava le unghie, qualcuno ascoltava una radio spenta, qualcuno guardava disinteressatamente la propria immagine riflessa nel finestrino. Insomma, ognuno badava ai fatti suoi. Come sempre.
Dopo l'iniziale sorpesa ricordo a me stessa in che razza di posto sto facendo ritorno: la bassa padania, così ben rappresentata dalla sua nebbia. Mentale, e non.
Torno a guardare la scena che stava avendo luogo proprio sotto il mio naso....
Penso che non posso proprio tornare sul mio quotidiano.
Sapevo esttamente quello che dovevo fare. Dovevo dominare la rabbia, alzarmi e semplicemente dire: "Non crede di esagerare? E' questo tipo di atteggiamento che fomenta l'odio e la ghettizzazione. Ma possibile che non riusciate a capirlo che è sbagliato continuare a parlare in termini di voi e loro? Lei in questo momento ha davanti a se un essere umano che ha sbagliato, se lo abbia fatto in buona o cattiva fede non spetta a lei stabilirlo. Si limiti a fare il suo lavoro per favore".
Questo è quello che avrei dovuto fare, ma non ho fatto.
E mentre la scena si concludeva e i due protagonisti di questa storia scendevano dall'autobus e il silenzio lentamente tornava intorno a me, ho provato a chidermi il perchè del mio silenzio. Ho provato a rivivere nella mia testa il momento in cui riuscivo a provare solo una gran confusione, il mio cervello era annebbiato, probabilmente offuscato dalla rabbia che si deve provare quando si asiste ad una ingiustizia. Probabilmente in quel momento ero toppo agitata e sapevo che non sarei stata in grado di gestire la situazione con un tale rancore in corpo, probabilmente mi è semplicemente mancato il coraggio, o probabilmente avrei solo dovuto perdere meno tempo a guardare all'indifferenza altrui.
Quello che so per certo è che ho imparato una lezione da questa storia.
La rabbia da sola non basta mai. Quella rappresenta solo il primo stadio, inevitabile, ma che altrettanto inevitabilmente va superato. Deve seguirle la maturità, devono subentrarle la consapevolezza, la riflessione e l'intelligenza. Perchè è solo in questo modo che si possono vincere piccole e grndi battaglie, non con la violenza, verbale o fisica che sia, nè con l'omertà, che è quella che ultimamente sembra andare per la maggiore.
Certo è anche che mi sono amaramente pentita di essermi lasciata sfuggire una occasione del genere per parlare, per agire, per esprimere.
Ho lasciato che ancora una volta vincesse indisturbata la prepotenza.
Ma quel silenzio lo pago ancora adesso con l'amerezza ed il rancore che mi ha lasciato dentro.
Valeris..dalle ingiustizie di tutti i giorni.
venerdì 6 marzo 2009
Complicità. Fortuna chi ce l'ha!

LETTERA ALLE MIE DONNE.
Un uggioso venerdì di marzo. Pare un venerdì come tanti altri e invece
qualcosa di speciale si sta preparando per noi: un tuffo in mezzo ai danni.. ai vecchi tempi. Ready for the trikend! tutte insieme, finalmente, di nuovo! =)
Stretta allo stomaco, sorriso stampato in viso, piedi che tamburellano al ritmo della musica casuale trasmessa per radio. Oddio ho la cacca!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Persino la fortuna ha voluto baciare questa avventura attraverso un gratta e vinci da 30 euro! dehee Vi ricordate le prime volte che andavamo in là, l'appuntamento fisso a casa Valdonica per i preparativi? Ci pensavo stamattina, e guai a saltare anche solo per una volta. Ricordo bene tutti gli odori di quei pomeriggi, quello del balsamo che riempiva completamente la casa, la scia di deodorante lasciata dalla Giò, l'odore della piastra che scalda, quello del mio lucidalabra impastoso ma troppo sbrilluccicante... Ricordo il mio armadio completamente sotto sopra, tutte le mie magliette che fino a qualche istante prima giacevano in un ordine minuzioso, al limite del maniacale, divise per colore, provenienza, stile, tutte mescolate stopicciate sul letto "dammi quella" "fammi provare quell'altra" "ma perchè questa non l'avevo mai vista? quando l'hai comprata?" "oddio metti quella, ti sta da Dio". Questi si che sono ricordi.
ahaha tra l'altro non avevamo neanche il pc all'epoca, niente lettore dvd, niente di tutte queste tecnologie che riempiono ogni momento libero di ogni giornata, solo la nostra fantasia, la nostra carica e la nostra voglia di ridere.. e quella radio rossa che portava la giò, con quella cassettina che andava a ripetizione... "gente di mareee.. ohohohoooo.. che se ne vaaa" ahahah che ridere. Chissà che fine ha fatto!
.jpg)
Stamattina mi sono svegliata con la voglia di cantare quelle canzonacce ugose, di ballare, di fare coreografie, di bere, di mangiare, di fumare, di cazzeggiare, di fare le sei del mattino, di monelli molesti, di orecchini che volano, di lividi, morsi e sigarette smezzate, di caraffe dell'amicizia, di un salto in piazza prima di tornare a casa, di spaghetti notturni, di "ugo, posso dormire qui?", di marvis, di elenini di traverso nel lettone di Ugo, di "ma voi... che cazzo avete fatto tutta sera??". Di sveglia col citofono "Giuliooo la scuolaaa", di sugo al ragù, di torta tenerina, di caffè al fascino....
Momenti di vera magia.
Lasciamo tutto quello che non va chiuso a chiave nelle nostre stanza, facciamoci bellissime e partiamo donne. Questa volta, finalmente, ci siamo tutte e tre, di nuovo!!!
giovedì 19 febbraio 2009
Torniamo ad occuparci di politica

Lo so, delle volte "noi di sinista" siamo un pò banali, ripetitivi, diciamo sempre la stessa cosa, abbiamo a fil di labbra sempre lo stesso nome: povero Silvio.
Certo è vero anche che il Cavaliere non ci fa mai annoiare e, diciamocelo, ci da una grossa mano nel fornirci continuamente notizie fresche fresche. Non so quanti abbiamo avuto il piacere di apprezzare la performance di Benigni a Sanremo.. ecco, quel genio di Roberto ha dimostrato ancora una volta di avere ragione: se sei in difficoltà, se hai perso il filo del discorso, se non sai più da dove ripartire.. non perderti d'animo, fai un respiro profondo e lascia che il suo nome venga fuori da solo: SILVIO BERLUSCONI. Non potrai sbagliare.
Eccoci allora alla domanda: cos'ha combinato stavolta?
E' presto detto.
Mentre i telegiornali di tutti le reti, private E NON, (ed è proprio questa la cosa che probbilmente fa più rabbrividire ed incazzare) e tutti i giornali nazionali erano impegnati nel dare la pur grave notizia delle dimissioni di Walter Veltroni e del successivo stato di caos interno in cui è nuovamente piombata la sinistra, nessuno si è accorto, o, ancora peggio, si è preoccupato, di informarci, che nel tribunale di Milano un certo tale David Mills veniva condannato per corruzione!
Vi domanderete cosa c'entri il nostro Premier con le sorti di questo tale sonosciuto.
Bene, è presto detto anche questo. Il signor Mills altri non è se non l'avvocato del nostro signor Primo Ministro, ed è stato condannato a 4 annni e mezzo di carcere per aver taciuto (eufemismo per dire occultato) importanti informazioni sul suo assistito, proteggendolo in cambio di denaro! Tanto denaro.
Non è così improbabile, per ovvie e ormai purtroppo banali motivazioni, che verrà assolto nei successivi gradi di giudizio. Quello che sconvolge delle notizia sono le due considerazioni che ne derivano:
Bene a detta di tutti i più importanti quotidiani mondiali invece, quali New Tork Times, Figaro, Guardian, Independent, El Pais ( i quali hanno prontamente dedicato alla notizia la prima pagina) un uomo implicato in siffate implicazioni non sarebbe assolutmente in possesso delle adeguate doti morali necessarie a goverare un Paese democrartico. Questi giornaletti sostengono che se esiste un corrotto probabilmente esiste anche un corrutore.
Ma, lo sappiamo tutti ormai, in Italia siamo superiori a queste considerazioni, siamo troppo individualisti per sostenere posizioni di questo tipo, in fondo Berlusconi è un simpaticone, suona pure la chitarra! Che vuoi che sia, lo avremmo fatto tutti al posto suo. Poverino.
Ed è a questo punto del discorso che entra in gioco la seconda considrazione.
2) Perchè, se tutto ciò risponde al vero, e non è la solita trovata di una sinistra cattivona, il Povero Presidente Operaio non è stato anche lui giudicato sede legale? Eccoci quindi alla parte più diventerte del nostro discorso.
Ve lo ricordate quel ... come si chiamava? a si! Quel Lodo Alfano cui si è fatto cenno per un periodo? Eh, si proprio quello. Quel Sipatico Genietto ha fatto giusto in tempo a far approvare quella leggiucola ad personam che lo rende intoccabile.
Che altro aggiungere? In fondo.. sono solo parole.
Silvio è stato eletto regolari elezioni.
Ogni Paese ha quel che si merita.
Noi? Noi meritiamo Silvio Berlusconi.
Valeris..
domenica 15 febbraio 2009
Catapultata in un mondo nuovo

Probabilmete adesso è semplicemente il mio turno.
In un post precedente avevo parlato di una gigantesca luce rossa ad intermittenza che aveva cominciato a lampeggiare sulla mia testa. Ebbene, non mi piacciono gli allarmismi, ma a quel campanello d'allarme pare che io possa finalmente dare un nome, e, come prevedibile, è alla fine arrivata quella preoccupazione che non era sopraggiunta prima.
A quanto pare dovrò imparare a convivere con una situazione che potrebbe cambiare il mio modo di approcciare a molti aspetti della vita.
Adesso sono ancora al primo passo del percorso, come sempre, quello della raccolta informazioni, e non sono quindi ancora in grado di dare risposta alle molte domande che mi frullano per la mente.
Sto semplicemente facendo i conti con una sensazione, consapevole o meno, voluta o meno.
La sensazione di paura di fronte ad una cosa che è ancora poco conosciuta, su cui si stanno facendo ricerche e per la quale non esista un unico e condiviso modo di comportarsi.
La sensazione di preoccupazione di fronte ad una cosa che potrebbe restar latente o invece decidere di cambiarmi la vita.
Consegue l'inevitabile necessità di imparare cose nuove, di andare a fondo del significato di parole prima sconoscute, e su cui non credevi ti saresti mai potuto imbattere.
Bene, questa volta tocca a me. Nessun problema, come al solito ci rimbocchiamo le maniche e ci proviamo.
Valers.. alla prova.
venerdì 13 febbraio 2009
Donne al bagno

Non potevo prorio esimermi dal pubblicare questa verità
La dedica:
- per tutte le donne, perchè in quei momenti non si sentano sole e si ricordino che siamo tutte sulla stessa barca, ci siamo passat tutte. E' solo un momento, passerà presto! Siamo solidali!
-per tutti gli uomini, perchè capiscano una volta per tutte e la piantino di chiedere sempre la stessa cosa!
Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni pubblici è che da
bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne
ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI,
MAI appoggiarsi sul gabinetto" e poi ti mostrava "la posizione" che
consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza
che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
"La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina,
importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della
vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente
difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di
donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti
buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano
anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione
ufficiale di "me la sto facendo addosso".
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina
piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare
avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.
Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla
persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è
mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non
c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi
non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo
ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la
maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai.
Tornando alla porta... Dato che non c'è la chiave, devi tenerla con
una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi "la
posizione"... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa
in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti
bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta
e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai
avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro
di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti
risuona in testa "non sederti mai su un gabinetto pubblico!", così
rimani nella "posizione", ma per un errore di calcolo un piccolo
zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le
scarpe. Mantenere "la posizione" richiede grande concentrazione. Per
allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta
igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai).
Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai
in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare
andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non
appena lasci la porta, qualcunola spinge e devi frenarla con un
movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con
i pantaloni abbassati. NO!!
Allora urli "O-CCU-PA-TOOO!!!",
continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai
per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e
adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di
nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a
cercare il fazzolettino, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono
tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa
mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un
cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare
l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del fazzolettino, perché
l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per
uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove
appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al
collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo
sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se
ti vedesse così; perché il suo sedere non ha mai toccato la tavolozza di
un bagno pubblico, perché davvero "non sai quante malattie potresti
prenderti qui".
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi
non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo
sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che
vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi
appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come
funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché
riesci finalmente a lavarti le mani in
una posizione da gobbo di NotreDame per non far cadere la borsa nel
lavandino; l'asciugamano è così scarso che finisci per asciugarti le
mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per
questo!
Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con
le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere
spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là
dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica
attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata!
Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e
gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e
Pace mentre ti aspettava. "Perché ci hai messo tanto?" ti chiede
irritato.
"C'era molta coda" ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo,
per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra
ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta;
così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo
nel mantenere "la posizione". E la dignità.
venerdì 23 gennaio 2009
Incazzata..
Perchè quando tutto va a rotoli il bicchiere deve essere comunque mezzo pieno, anche se di
quello che c'è nel bicchiere non te ne frega un cazzo.
Perchè nessuno ne ha la più pallida idea.
Perchè nella vita non ho mai avuto il coraggio di dirle fino in fondo le cose.
E non lo farò neanche adesso.
Perchè c'è chi nasce per essere felice... e chi no.
Valeris.. e la prospettiva di oggi.
mercoledì 21 gennaio 2009
Torniamo ad occuparci di politica
Ieri è stata una giornata storica.
Tutti gli occhi erano puntati su Waschington dove si è tenuta una importante celebrazione: la nomina del nuovo presidente degli Stati Uniti d'Ameica.
Io personalmente negli ultimi anni ho sempre guardato con distaccata indifferenza a quello che accadeva oltr'oceano, eppure ieri ero uno dei milioni di telespettatori sintonizati su Rai 3 che ascoltavano con trepidazione le prole del primo presidente afroamericano della storia americana.
Anche per i più sbadati era difficile non lascirsi trasportare dall'emozione della situazione, bastava acoltare anche solo distrattamente nomi come Lincoln, Roosevelt, Kennedy, M.L. King... "I Have a Dream" disse qualcuno. E intanto Aretha Franklin in sottofondo e milioni di persone tutte diverse e tutte portatrici della stessa speranza.
Ad ogni modo, anche volendo evitare di abbndonarsi a facili esaltazioni, anche i più scettici saranno costretti ad ammetere che nel nostro secolo gli USA sono la più grande potenza al mondo e con lei anche chi ne è a capo ha la sua certa importanza. Ed è prorpio a queste persone che voglio dedicare non uno a ben due video. Così, giusto per non dimenticare.
Buona visione.
Valeris..
domenica 18 gennaio 2009
Torniamo ad occuparci di politica
OOPS HE DID IT AGAIN! SOLE MARE E FANTASIA.
Trovo che il video si commenti abbastanza anche da solo senza bisogno di troppe parole.
Quello però che, purtroppo, non ho potuto fare a meno di notare sono state le numerose persone che nei commenti ancora manifestavano la forza e la volontà di trovare delle giustificazioni all'opera di questo psicopersonggio in grado di gettare fango sulla reputazione di un intero Paese.
E' per questa ragione che sento la necessità di spendere ugualmente qualche parola.
Sono tante le richieste ancora insolute che, ad oggi, L'Europa muove al nostro Paese, prima tra tutte quella relativa al conflitto di interessi sulle televisioni. La questione "Rete 4", per intenderci. Tutti sanno che Rete 4 appartiene al gruppo Mediaset, un gruppo privato i cui entroiti finiscono direttamente nelle tasche della famiglia Berusconi. Ma pochi sanno, invece, che Fede ed i suoi inutili sproloqui dovrebbero, per decreto europeo, passare sul satellite, e che il non farlo costa al nostro Paese milioni di euro in sanzioni che, però, siamo noi italiani a pagare!
L'Europa ed i suoi stanziamenti costituiscono attualmente l'unico nostro salvagente nella situazione di crisi che stiamo attraversando. E dico unico perchè non saranno certo le social card a risolvere i problemi dei milioni di cittadini che si trovano a spasso divisi tra licenziamenti e cassintegrazioni , nè tantomeno delle imprese che hanno visto i rubinetti delle banche chiudersi ermeticamente (mentre a noi tocca sentirci dire dalla pubblicità che l'unico vantaggo di avere una carta di credito sia di usarla!). Intanto tutto quello che il nostro governo sa fare è parlare del sole del mare e delle opere d'arte mettendosi in ridicolo, facendosi apertamente sbeffeggiare, e non solo. Ma assumendo anche quell'atteggiamento arrogante da chi può permettersi di fare orecchie da mercante (Di Pietro docet).
Non lasciamo che l'ignoranza abbia sempre il sovravvento. Siamo stati in grado di lasciare che un perfetto idiota manipolasse le notre menti per 20 anni, possibile che siamo veramente un Paese di pecore che non sono in grado di imparare dalla storia e dai propri erroi?
Italiani: SVEGLIA!!
Valeris..
martedì 13 gennaio 2009
Inutile avere paura dell'inevitabile




