domenica 28 giugno 2009

Sfoghi notturni

Comincio a pensare di essere troppo grande per tenere un diario.
Una abitudine consolidatasi negli anni... migiaia di pagine a testimonianza dei momenti più importanti della mia vita, che scandiscono il passare del tempo ed i cambiamenti che la mia vita ed io stessa ho subito.
Ma gli anni passano, ed anche la voglia di condividere ed analizzare certe emozioni col tempo svanisce, portata via dalla consapevolezza che certe cose non interessano più neanche a me stessa ormai.
Qualcuno una volta disse che fino a 18 anni tutti scrivono poesie, dopo a farlo restano solo due categorie di persone: i poeti e gli stupidi. Credo che quel qualcuno avesse proprio ragione.
Eppure esiste anche una terza categoria di persone secondo me, quella dei nottambuli.
La notte possiede una misteriosa magia.
La notte, quando ci mettiamo a letto, al sicuro tra le nostre coperte, tutto cambia improvvisamente forma e colore. Tutto ci sembra magicamente possibile. I pensieri sgorgano a fiumi, ogni conversazione lasciata in sospeso trova magicamente un senso ed un compimento; ogni limite può traspormarsi in una opportunità; ogni viaggio diventa possibile.
Che magia... quando i sensi si potenziano al punto da riuscire a dare un senso al più illogico dei ragionamente, alla più incomprensibile delle azioni.
Ed è quelo il momento migliore per prendere in mano un foglio di carta ed iniziare a scrivere, scrivere, scrivere.....
Dare un senso a ciò che ci circonda. Ecco cosa è per me scrivere. Ed allora mi consolo, seza avere la presunzione di chiamarmi scrittrice, ma senza neanche per queso sentirmi una stuida nel farlo. Io provo a dare il mio senso al mondo.
E questa notte, quando non riuscivo a dormire perchè il mio letto era diventato improvvisamente troppo piccolo per dare ospitalià a tutti i miei pensieri, mi è bastato accendere il mio computer ed iniziare a scrivere, senza sapere neppure cosa, qualcosa che solo alla fine ha preso la sua forma.. per sentirmi subito meglio.. è la terapia della parola.
Forse non funziona contutti, ma con me per fortuna si...

Valeris.. e le sue divagazioni notturne

mercoledì 24 giugno 2009

STRANGERS

Tante, troppe persone passano attraverso la nostra vita, ne entrano, ne escono. Ognuna ha qualcosa da dire se ascoltata, ognuna ha qualcosa da insegnare. Ma quante sono quelle in grado di riuscire a cambiare il tuo modo di vedere quello che ti circonda? Poche, forse troppo poche.

Ascoltare qualcuno che parla di posti lontani, di mondi mai conosciuti, che non avresti mai neanche pensato di poter conoscere... E mentre ascolti parole sussegursi come veloci pennellate che danno forma e colore ad uno splendido quadro, capisci di quanto ti stai perdendo, di quanto c'è fuori, lontano; quante esperienze, quante culture, quanti posti, quanti mondi.

Cominci a sentirti prigioniera di te stessa, cominci a chiederti se la tua vita è davvero mai cominciata. Forse hai sbagliato tutto, forse no, quello che conta adesso è solo la voglia di partire verso qalcosa di nuovo. Qualcosa che sia mio. La paura improvvisamente è svanita, magari semplicemente perchè ho capito che è possibile, magari semplicemente perchè finalmente capisco a fondo le sensazioni che spingono la gente a partire snza troppi perchè. Respirare e andare.

Ogni singola cellula del mio corpo in questo momento mi dice che tutto quello che sto facendo è sbagliato, ma che non è troppo tardi.
Finalmente ho un nuovo obiettivo, reale, che voglio raggiungere davvero. Che sia finalmente tornata la grinta di un tempo, quella che mi spingeva a fare presto e a fare bene? Quella della vecchia Valeria che non si trastulla nelle cavolate ma che si getta anima e corpo per fare centro?
Lo spero con tutto il cuore. Perchè ogni singola cellula del mio corpo adesso vuole partire, e sente che quella è la strada giusta per lei. Ma per farlo devo prima chiudere il capitolo università.
Cominciamo subito allora, perchè adesso mi sento forte di quella forza che fa spaccare il mondo.

Valeris..
(Grazie ospite forestiero per aver aperto una nuova porta nella mia tesa.)

venerdì 5 giugno 2009

Genio e follia

SOLO CONFRONTANDOTI CON CIO' CHE E' DIVERSO PUOI CRESCERE.
(...forse.)

Valeris.. con un amico in più

lunedì 11 maggio 2009

Con le guste motivazioni..

La metamorfosi è un momento importante nella vita di ognuno.
Non è semplicemente una fase ma al contrario è una costante, perchè accompagna ogni fase della vita.
La metamorfosi richiede coraggio e determinazione e un pizzico di follia. Perchè non è semplice decidere di abbandonare il vecchio, il conosciuto, il sicuro per una incognita. La saggezza popolare della mia terra mi ha lasciato in eredità il detto che chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova.
Eppure, ognuno con le sue proprie diverse motivazioni, tutti nella vita prima o poi decidiamo di cambiare.
C'è chi lo fa più spesso di altri, magari per incoscienza o forse semplicemente perchè crede di più in se stesso. Per quel che mi riguarda non so quale sia tra le due, quel che so che è la metamorfosi è diventata il life motive della mia vita. Le ho persino dedicato questo blog.
Cambiare mi fa sentire speciale; rimettermi in gioco mi da la possibilità di ottenere sempre nuove conferme sulle mie potenzialità, ricominciare da capo mi fa sentire forte, e il raggiungere un risultato superiore rispetto a quello che mi ero prefissata mi fa senitre quasi invincibile. Dimostrare sempre di poter essere la migliore. Qualunque cosa io faccia. E' una scarica di adrenalina che non ha eguali per me.
Nella consapevolezza che cambiare tutto non è una soddisfazione che ci si può togliere per sempre nella vita, approfitto delle possibilità che solo la mia giovane età può offrire, concedendomi il lusso di credere che il mondo possa ancora essere nelle mie mani quando voglio.

Valeris.. ancora e sempre on metamorfosis

giovedì 23 aprile 2009

Desideri taciuti

Sguardi che agganciano, sguardi che mordono
sguardi che seducono, sguardi che provocano.
Sguadi che sognano, sguardi che invogliano
sguardi che parlano, sguardi che sperano.

Sguardi che immaginano..
Sguardi che illudono e sguardi che deludono.



Valeris..

mercoledì 8 aprile 2009

Troppo da vicino stavolta

Grosso senso di vuoto e pagina bianca a fargli da eco.
Parlare di tragedia, di soliarietà e di fatalismo appare ipocrita oggi (ma voi che ne sapete?).
Oggi che la terra trema così da vicino; oggi che le notizie non le vieni a sapere dalla televisione come tutti, ma che sei in linea telefonica diretta con chi la tragedia la sta vivendo sulla sua pelle; oggi che è tua sorella, e quindi tu, ad essere svegliata nel cuore della notte perchè tutto ha improvvisamente deciso di cambiare.
Il cuore si spezza. E va ricostruto anche lui insieme a tutto il resto.. con pazienza e coraggio e determinazione.
La terra ha tremato troppo da vicino questa volta. Non come al solito quando la tv ti racconta di storie di vita, di esistenze spezzate e di realtà cambiate per sempre, ma lontano. Non come quando resti attonito daventi allo schermo, ma poi lo spegni vai in piazza fai un commento, poi ridi e tutto per te resta uguale.
Oggi ti arrabbi perchè è la tua seconda famiglia che soffre.
Troppo vicino questa volta. Anche quando spegni la tv il senso di vuoto ti resta dentro.
Allora butti giù le lacrime perchè non è il momento. Oggi è il momento di ringraziare il cielo che stiano tutti bene, perchè le case e i negozi si ricostruiscono.
Non è il momento. Oggi è il momento di stringersi intorno a chi ami con un abbraccio.
Stanno tutti bene grazie a dio, e oggi, è solo quello che conta.
La conosco bene quella tempra di cui tutti parlano, la vedo accanto a me adesso, in una persona forte, che non si abbatte e che anzi non vede l'ora di poter scendere in prima linea per smettere finlmente di parlare e per iniziare a lavorare.
E allora speriamo in aiuti concreti, mirati e tempestivi stavolta. E speriamo in persone che sappiano sfruttarli bene indirizzandoli dove c'è davvero bisogno.
Perchè, stavolta, quesi posti, sono posti cari. Cari davvero.

Valeris.. che ama troppo forte chi ha il cuore spezzato

martedì 10 marzo 2009

da Zero a Cento in 3,5 secodi

Spesso ci vuole davvero poco per passare da uno stato di totale rilasamento e relax al suo esatto opposto.
Ci sono situazioni in cui anche la persona più buona del mondo dovrebbe perdere la testa. Sono quelle situazioni in cui senti il sangue salirti alla testa, la pelle bruciarti, il cervello annebbiarsi e gli occhi mutarsi in pietre ferme dure, irremovibili.
Se mai dovesse capitarvi di imbattervi in una persona che presenta questa sintomaticità, bè, consigio personale, statele alla larga.

Era la prima volta che mi trovavo a fare i conti con un così feroce senso di rabbia.
Il mio sguardo era focalizzato sul quotidiano, i miei pensieri totalmente assorbiti dalla lettura, quando ad un certo punto sento qualcuno intorno a me questionare. Alzo lo sguardo con aria totalmente disinteressata.
Ero in corriera, era salito il controllore e polemizzava con un ragazzo extacomunitario.
Penso, mi faccio i fatti miei, e torno ad abbassare lo sguardo.
Ma non posso fare a meno di sentire queste parole:" Come al solito voi non capite un cazzo! Io non ho tempo da perdere dietro voi delinquenti". Ed il ragazzo in tutta risposta :" io chiedo scusa, signore dato me biglietto sbagliato. io non capiva. io paga no è problema!". E ancora il diverbio proseguiva: "A me non interessa. Qui c'è la caserma dei carabinieri. Magari riesco a rimandarne a casa almeno uno". "per me no è problema. tu può chiamare. perchè fa così." Perchè sono stanco di vedervi sempre in mezzo ai pedi. Solo problemi con voi. Sempre."
Eccetera eccetera eccetera.....

Il mio sguardo da disinteressato lentamente si faceva di fuoco, a mala pena riuscivo a contenere una lava di vomito che mi pulsava dentro con una prepotenza difficilmente descrivibile a parole. Mi guardo intono in cerca di solidarietà, qualcun altro starà facendo i conti col proprio buon senso e si starà rendendo conto della intollerabile ingiustizia che sta avendo luogo. Niente. Tutti indifferenti. Qulcuno si guardava le unghie, qualcuno ascoltava una radio spenta, qualcuno guardava disinteressatamente la propria immagine riflessa nel finestrino. Insomma, ognuno badava ai fatti suoi. Come sempre.
Dopo l'iniziale sorpesa ricordo a me stessa in che razza di posto sto facendo ritorno: la bassa padania, così ben rappresentata dalla sua nebbia. Mentale, e non.
Torno a guardare la scena che stava avendo luogo proprio sotto il mio naso....
Penso che non posso proprio tornare sul mio quotidiano.

Sapevo esttamente quello che dovevo fare. Dovevo dominare la rabbia, alzarmi e semplicemente dire: "Non crede di esagerare? E' questo tipo di atteggiamento che fomenta l'odio e la ghettizzazione. Ma possibile che non riusciate a capirlo che è sbagliato continuare a parlare in termini di voi e loro? Lei in questo momento ha davanti a se un essere umano che ha sbagliato, se lo abbia fatto in buona o cattiva fede non spetta a lei stabilirlo. Si limiti a fare il suo lavoro per favore".

Questo è quello che avrei dovuto fare, ma non ho fatto.
E mentre la scena si concludeva e i due protagonisti di questa storia scendevano dall'autobus e il silenzio lentamente tornava intorno a me, ho provato a chidermi il perchè del mio silenzio. Ho provato a rivivere nella mia testa il momento in cui riuscivo a provare solo una gran confusione, il mio cervello era annebbiato, probabilmente offuscato dalla rabbia che si deve provare quando si asiste ad una ingiustizia. Probabilmente in quel momento ero toppo agitata e sapevo che non sarei stata in grado di gestire la situazione con un tale rancore in corpo, probabilmente mi è semplicemente mancato il coraggio, o probabilmente avrei solo dovuto perdere meno tempo a guardare all'indifferenza altrui.
Quello che so per certo è che ho imparato una lezione da questa storia.
La rabbia da sola non basta mai. Quella rappresenta solo il primo stadio, inevitabile, ma che altrettanto inevitabilmente va superato. Deve seguirle la maturità, devono subentrarle la consapevolezza, la riflessione e l'intelligenza. Perchè è solo in questo modo che si possono vincere piccole e grndi battaglie, non con la violenza, verbale o fisica che sia, nè con l'omertà, che è quella che ultimamente sembra andare per la maggiore.

Certo è anche che mi sono amaramente pentita di essermi lasciata sfuggire una occasione del genere per parlare, per agire, per esprimere.
Ho lasciato che ancora una volta vincesse indisturbata la prepotenza.
Ma quel silenzio lo pago ancora adesso con l'amerezza ed il rancore che mi ha lasciato dentro.

Valeris..dalle ingiustizie di tutti i giorni.