giovedì 19 febbraio 2009

Torniamo ad occuparci di politica

MILLSGATE.

E rieccoci qui. Fermi allo stesso punto, come sempre.
Lo so, delle volte "noi di sinista" siamo un pò banali, ripetitivi, diciamo sempre la stessa cosa, abbiamo a fil di labbra sempre lo stesso nome: povero Silvio.
Certo è vero anche che il Cavaliere non ci fa mai annoiare e, diciamocelo, ci da una grossa mano nel fornirci continuamente notizie fresche fresche. Non so quanti abbiamo avuto il piacere di apprezzare la performance di Benigni a Sanremo.. ecco, quel genio di Roberto ha dimostrato ancora una volta di avere ragione: se sei in difficoltà, se hai perso il filo del discorso, se non sai più da dove ripartire.. non perderti d'animo, fai un respiro profondo e lascia che il suo nome venga fuori da solo: SILVIO BERLUSCONI. Non potrai sbagliare.

Eccoci allora alla domanda: cos'ha combinato stavolta?
E' presto detto.
Mentre i telegiornali di tutti le reti, private E NON, (ed è proprio questa la cosa che probbilmente fa più rabbrividire ed incazzare) e tutti i giornali nazionali erano impegnati nel dare la pur grave notizia delle dimissioni di Walter Veltroni e del successivo stato di caos interno in cui è nuovamente piombata la sinistra, nessuno si è accorto, o, ancora peggio, si è preoccupato, di informarci, che nel tribunale di Milano un certo tale David Mills veniva condannato per corruzione!
Vi domanderete cosa c'entri il nostro Premier con le sorti di questo tale sonosciuto.
Bene, è presto detto anche questo. Il signor Mills altri non è se non l'avvocato del nostro signor Primo Ministro, ed è stato condannato a 4 annni e mezzo di carcere per aver taciuto (eufemismo per dire occultato) importanti informazioni sul suo assistito, proteggendolo in cambio di denaro! Tanto denaro.
Non è così improbabile, per ovvie e ormai purtroppo banali motivazioni, che verrà assolto nei successivi gradi di giudizio. Quello che sconvolge delle notizia sono le due considerazioni che ne derivano:

1) In un qualunque altro Paese con una democrazia SANA sarebbe stata sufficiente questa prima condanna per implicare la richiesta di una immediata ed irrevocable dimissione del Premier, o in alternativa una bella cacciata in grande stile. Ed invece pare che nel notro Paese il Silvione Nazionale più ne combini più risulti simpatico.
Bene a detta di tutti i più importanti quotidiani mondiali invece, quali New Tork Times, Figaro, Guardian, Independent, El Pais ( i quali hanno prontamente dedicato alla notizia la prima pagina) un uomo implicato in siffate implicazioni non sarebbe assolutmente in possesso delle adeguate doti morali necessarie a goverare un Paese democrartico. Questi giornaletti sostengono che se esiste un corrotto probabilmente esiste anche un corrutore.
Ma, lo sappiamo tutti ormai, in Italia siamo superiori a queste considerazioni, siamo troppo individualisti per sostenere posizioni di questo tipo, in fondo Berlusconi è un simpaticone, suona pure la chitarra! Che vuoi che sia, lo avremmo fatto tutti al posto suo. Poverino.
Ed è a questo punto del discorso che entra in gioco la seconda considrazione.

2) Perchè, se tutto ciò risponde al vero, e non è la solita trovata di una sinistra cattivona, il Povero Presidente Operaio non è stato anche lui giudicato sede legale? Eccoci quindi alla parte più diventerte del nostro discorso.
Ve lo ricordate quel ... come si chiamava? a si! Quel Lodo Alfano cui si è fatto cenno per un periodo? Eh, si proprio quello. Quel Sipatico Genietto ha fatto giusto in tempo a far approvare quella leggiucola ad personam che lo rende intoccabile.

Che altro aggiungere? In fondo.. sono solo parole.
Silvio è stato eletto regolari elezioni.
Ogni Paese ha quel che si merita.
Noi? Noi meritiamo Silvio Berlusconi.

Valeris..

domenica 15 febbraio 2009

Catapultata in un mondo nuovo



A tutti prima o dopo nella vita tocca fare i conti con situazoni nuove, che non si potevano in alcun modo prevedere e che ti lasciano, come minimo, un pò disorientata.
Probabilmete adesso è semplicemente il mio turno.
In un post precedente avevo parlato di una gigantesca luce rossa ad intermittenza che aveva cominciato a lampeggiare sulla mia testa. Ebbene, non mi piacciono gli allarmismi, ma a quel campanello d'allarme pare che io possa finalmente dare un nome, e, come prevedibile, è alla fine arrivata quella preoccupazione che non era sopraggiunta prima.
A quanto pare dovrò imparare a convivere con una situazione che potrebbe cambiare il mio modo di approcciare a molti aspetti della vita.
Adesso sono ancora al primo passo del percorso, come sempre, quello della raccolta informazioni, e non sono quindi ancora in grado di dare risposta alle molte domande che mi frullano per la mente.
Sto semplicemente facendo i conti con una sensazione, consapevole o meno, voluta o meno.
La sensazione di paura di fronte ad una cosa che è ancora poco conosciuta, su cui si stanno facendo ricerche e per la quale non esista un unico e condiviso modo di comportarsi.
La sensazione di preoccupazione di fronte ad una cosa che potrebbe restar latente o invece decidere di cambiarmi la vita.
Consegue l'inevitabile necessità di imparare cose nuove, di andare a fondo del significato di parole prima sconoscute, e su cui non credevi ti saresti mai potuto imbattere.
Bene, questa volta tocca a me. Nessun problema, come al solito ci rimbocchiamo le maniche e ci proviamo.

Valers.. alla prova.

venerdì 13 febbraio 2009

Donne al bagno



Non potevo prorio esimermi dal pubblicare questa verità

La dedica:
- per tutte le donne, perchè in quei momenti non si sentano sole e si ricordino che siamo tutte sulla stessa barca, ci siamo passat tutte. E' solo un momento, passerà presto! Siamo solidali!
-per tutti gli uomini, perchè capiscano una volta per tutte e la piantino di chiedere sempre la stessa cosa!


Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni pubblici è che da
bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne
ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI,
MAI appoggiarsi sul gabinetto" e poi ti mostrava "la posizione" che
consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza
che il corpo venga a contatto con la tavolozza.

"La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina,
importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della
vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente
difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.

Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di
donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti
buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano
anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione
ufficiale di "me la sto facendo addosso".

Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina
piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare
avanti tutte e due!

A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.

Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla
persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è
mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non
c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi
non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo
ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la
maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai.

Tornando alla porta... Dato che non c'è la chiave, devi tenerla con
una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi "la
posizione"... AAhhhhhh... finalmente...

A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa
in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti
bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta
e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai
avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro
di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti
risuona in testa "non sederti mai su un gabinetto pubblico!", così
rimani nella "posizione", ma per un errore di calcolo un piccolo
zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le
scarpe. Mantenere "la posizione" richiede grande concentrazione. Per
allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta
igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai).

Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai
in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare
andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non
appena lasci la porta, qualcunola spinge e devi frenarla con un
movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con
i pantaloni abbassati. NO!!
Allora urli "O-CCU-PA-TOOO!!!",
continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai
per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e
adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di
nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a
cercare il fazzolettino, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono
tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa
mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un
cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare
l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del fazzolettino, perché
l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per
uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove
appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.

Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al
collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo
sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se
ti vedesse così; perché il suo sedere non ha mai toccato la tavolozza di
un bagno pubblico, perché davvero "non sai quante malattie potresti
prenderti qui".

Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi
non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo
sciacquone!

Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che
vergogna!

Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi
appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come
funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché
riesci finalmente a lavarti le mani in
una posizione da gobbo di NotreDame per non far cadere la borsa nel
lavandino; l'asciugamano è così scarso che finisci per asciugarti le
mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per
questo!

Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con
le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere
spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là
dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica
attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata!

Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e
gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e
Pace mentre ti aspettava. "Perché ci hai messo tanto?" ti chiede
irritato.
"C'era molta coda" ti limiti a rispondere.

E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo,
per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra
ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta;
così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo
nel mantenere "la posizione". E la dignità.