giovedì 27 novembre 2008

Alla fine della fiera


Era finalmente finita la fiera, ed eccomi in treno. Questa volta rientravo da sola, niente colleghe rumorose ad interrompere il flusso dei miei pensieri con le cazzate, con le risate. Auricolari e musica. Solo questo sentivo, solo questo mi importava di sentire. Pensavo pigramente al libro nella mia borsa.. alzata di sppalle.. stavolta mi lascio vincere dalla voglia di pensare. Alzavo lo sguardo e leggevo fuori dal finestrino "Stazione di Rovato".. Chissà dove sono. Mi piaceva la sensazione di non sapere che cosa c'era fuori da quella stazione, e mi ritrovavo a lottare contro l'impulso di fiondarmi giù dal finestrino per scoprirlo.. pioveva ed ero troppo stanca. La mia attenzione era poi improvvisamente colpita da una gocciolina d'acqua sul finestrino, così piccola riusciva, tutta sola, a sostenere il peso del riflesso di una intera stazione.. accanto a lei un'altra faceva la stessa cosa, e un'altra, e un'altra ancora.. Sorpresa mi accorgevo che su quel finestrino c'erano centinaia di mondi tutti uguali.. Mi sorprendevo a sorridere della mia stupidità a un passante che felice ricambiava il sorriso e mi strizzava l'occhio.
Stavo rientrando a casa da Bergamo, dopo una fiera particolarmente lunga ed impegnativa che mi ero ritrovata per caso a gestire da sola con la stessa audacia ed importanza di quella gocciolina.
Eppure mi sentivo felice perchè il senso di stanchezza si mescolava a quello di libertà.. finalmente chiudevo il capitolo lavoro per qualche mese e potevo dedicarmi a me, ai miei studi. Ma, come spesso accade, le belle sensazioni durano poco, ed ecco la telefonata: "Vale, si parte per Vicenza, vai ancora come responsabile.." Sospiro ed amaro sorriso. "Ok..". Scendo dal treno arrivo a casa, disfo la valigia.. Qualche giorno di relax e poi la riempio nuovamente. E.. via. Ancora treno e ancora pioggia ed ancora piccole forzute goccioline d'acqua..................

Ma adesso che sono seduta alla mia scrivania, davanti al mio computer, finalmente ferma.. mi ritrovo, ancora, e per l'ennesima volta, a fare i conti con la mia costante voglia di scappare altrove. Penso che tutto sommato, alla fine della fiera, questo lavoro, questo girare per l'Italia mi aiuti a restare ferma in un unico posto.. paradossale? può darsi..
Però è anche vero che nella mia vita non sono mai riuscita a stare tanto tempo ferma in un posto, ho visto migliaia di persone entrare ed uscire dalla mia vita, migliaia di vite intrecciarsi per istanti più o meno lunghi con la mia..
La parte infelice del non essere più bambini è che le decisioni che prendiamo adesso cominciano ad avere delle conseguenze irreversibili sulle nostre vite. Stiamo tutti imboccando un sentiero, nel bene o nel male.. E nel bene o nel male, ho paura del mio.
Valeris.. e la sua claustrofobia indotta

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